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Tra I'VIII ed il VII sec. a.C. affluirono in Calabria i colonizzatori greci; secondo alcune tradizioni, convalidate da ritrovamenti archeologici, mercanti e navigatori greci avevano gia' visitato in epoca micenea (XIV/XII sec. a.C.) le coste calabresi, istituendo anche fattorie commerciali, ma si puo' ritenere che i contatti non siano stati duraturi e che l'avvento dell'ellenismo in Calabria sia collegato alle migrazioni doriche e joniche, provocate dall'eccesso di popolazione, dalle conseguenze delle guerre fra le citta' greche e dallo spirito d'avventura. Nella storia della colonizzazione greca l'oracolo di Delfi svolse un'importante funzione di guida e di coordinamento tra le diverse spedizioni che venivano progettate. La Calabria rappresento' una delle mete piu' ambite del movimento migratorio diretto verso quella parte dell'Italia meridionale cui fu attribuita la denominazione di Magna Grecia. In alcuni casi si verificarono contrasti con gl'indigeni, ma forse furono piu' frequenti le occasioni nelle quali i colonizzatori istituirono rapporti di buon vicinato con le popolazioni locali attirandole nel seno della civilta' greca, accogliendole a volte nelle loro comunita' e mutuandone in parte costumi e culti. Ai coloni di Calcide di Eubea si deve la fondazione di Reggio verso la fine del sec. VIII a.C.; ai Calcidesi si unirono i Messeni che lasciavano la loro patria dopo la prima guerra contro Sparta; il nome di Reggio (in greco Reghion) sembra evocare la frattura geologica che stacco' la Sicilia dal continente (in greco reg-nu-mi = frango). Achei del Peloponneso fondarono nel 709/708 a.C. circa, l'una dopo l'altra, Sibari e Crotone. Sibari fu costruita tra il fiume omonimo (l'odierno Coscile) ed il Crati; Crotone sul promontorio dove preesisteva un insediamento indigeno. Locri, fondata verso il 675 a.C., trae origine dai Locresi che le diedero il nome; e' incerto se i fondatori furono i Locresi Ozoli (occidentali) od Opunzi (orientali); i Locresi si stabilirono nei primi tempi sul Capo Zefirio (Capo Bruzzano) donde si trasferirono piu' a nord forse per l'insufficienza di terre coltivabili; dal primo stanziamento i Locresi presero il nome di Epizefiri; tipico dei Locresi fu l'istituto del matriarcato che forse adottarono sull'esempio degl'indigeni siculi. Reggio, Sibari, Crotone e Locri costituirono i capisaldi ed i centri propulsori dell'ellenismo in Calabria. I confini della citta' stato di Reggio si stabilirono a sud est sul fiume Alice (fiumara di Melito) e a nord sul flume Metauro (Petrace); l'omonima citth di Metauro, sull'altra riva del flume, insieme a Medma (presso Rosarno; il nome Medma si conserva nel fiume Mesima), rimase in possesso dei Locresi. Oltre Metauro e Medma, i Locresi, sul versante tirrenico, fondarono Hipponion (l'odierna Vibo Valentia), spingendo la loro influenza fino a Terina e Temesa; sulla costa jonica il confine a nord fu segnato dal fiume Sagra (Turbolo) ma nel V sec. a.C. i Locresi s'impadronirono di Caulonia e Scylletion (Squillace). Il dominio di Crotone comprendeva sul Ionio i centri di Petelia (Strongoli) e Crimisa (Ciro') a nord e di Scylletion e Caulonia a sud e raggiunse il Tirreno dove fu fondata Terina. Sibari attinse nel VI sec. a.C. il culmine della sua potenza estendendosi sul bacino del Crati e del Sibari e coprendo una vasta fascia del Tirreno da Lao a Temesa. Le citta' calabresi della Magna Grecia raggiunsero ben presto un grado notevole di prosperita' economica e di sviluppo politico e civile; grazie all'intraprendenza dei loro abitanti si affermarono nell'agricoltura, nell'allevamento (da notare in particolare l'allevamento di cavalli dei Sibariti e dei Locresi), nel commercio e nell'artigianato. Testimonianza della loro floridezza sono le monete coniate da Reggio, Sibari, Crotone e Locri e da altri centri minori. Ma il particolarismo che i Greci della Magna Grecia avevano recato dalla madre patria provoco' una serie di aspri conflitti. Sibari, alleata con Crotone e Metaponto, si spinse sino a Siri, sul golfo di Taranto (530 a.C.). Crotone, in guerra con Locri (520 a.C.) subi' una dura sconfitta sul fiume Sagra, ma si riprese grazie agli ordinamenti aristocratici imposti da Pitagora ed affronta Sibari distruggendola (510 a.C.); sulle rovine di Sibari, sotto gli auspici di Pericle di Atene, fu successivamente fondata la colonia panellenica di Turi'. Reggio intanto, sotto la tirannide di Anassilao, di origine messenica (494/476 a.C.), attraversava uno dei momenti migliori della sua storia; Anassilao chiamo' in Italia i compatrioti Messeni i quali s'impadronirono di Zancle cambiandole il nome in Messene (Messina); ma il tentativo di Reggio di espandersi verso il territorio di Locri' indusse i Locresi ad allearsi con Dionisio I di Siracusa, nel periodo in cui Atene preparava l'infelice spedizione contro Siracusa (415 a.C.).
Estratto dal "Il profilo della Calabria" - Unione Regionale delle Camere di Commercio-Industria Artigianato e Agricoltura della Calabria-Centro studi e ricerche. Collaborazione del Dott. Aldo Ragus,Dott. Antonino Agrillo, Dott. Domenico Pecoraro, Dott. Francesco Cava, Dott. Giuseppe Palopoli, Dott. Gregorio Gigliotti, Dott. Raffaele De Franco Paladini
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